La brain machine fin qui sviluppata ha le sembianze di un chip grande come una moneta: è senza fili e viene per ora sperimentata sui maiali.

La dimostrazione su un maiale si è rivelata un successo, con i segnali cerebrali di Gertrude (così Musk ha chiamato un maiale a cui è stato impiantato da due mesi il chip) visibili in tempo reale. La scommessa è ora quella di arrivare a sperimentare questa tecnologia su di un essere umano entro la fine del 2020.
Musk ha spiegato come Neuralink stia sviluppando in particolare dispositivi molto più piccoli e flessibili, dei filamenti fino a dieci volte più sottili di un capello.
“Sarà come avere un FitBit nel cervello”, ha affermato il guru di Tesla e SpaceX, spiegando le possibili applicazioni sono un monitoraggio delle funzioni cerebrali fino ad oggi impossibile, ma anche il trattamento di lesioni e traumi cerebrali.

L’ambizione più grande però è arrivare un giorno a rendere possibile una vera e propria simbiosi tra intelligenza umana e intelligenza artificiale. Prototipi di questi congegni tecnologici sono stati già provati su almeno 19 differenti animali con una percentuale di successo degli esperimenti dell’87%.
E già tra gli esperti e sui social c’è chi dipinge il miliardario-visionario della Silicon Valley, che ormai vanta una ricchezza personale di oltre 100 miliardi di dollari, non solo come il nuovo Steve Job ma persino come un novello Leonardo da Vinci, che con le sue intuizioni e le sue scommesse spesso spericolate sta contribuendo a traghettare il mondo nel futuro.
Fonte ANSA